COSTITUZIONE ITALIANA
La Costituzione della Repubblica Italiana
Costituzione Italiana - Storia
I principi fondamentali
(articoli da 1 a 12)
Parte I: Diritti e doveri dei cittadini
Titolo I - Rapporti civili
(articoli da 13 a 28)
Titolo II - Rapporti etico-sociali
(articoli da 29 a 34)
Titolo III - Rapporti economici
(articoli da 35 a 47)
Titolo IV - Rapporti politici
(articoli da 48 a 54)
Parte II: Ordinamento della Repubblica
Titolo I - Il Parlamento
(articoli da 55 a 69)
Titolo I - Il Parlamento
(articoli da 70 a 82)
Titolo II - Il Presidente della Repubblica
(Articoli da 83 a 91)
Titolo III - Il Governo
(articoli da 92 a 100)
Titolo IV - La magistratura
(articoli da 101 a 113)
Titolo V - Le regioni, le provincie, i comuni
(articoli da 114 a 118)
Titolo V - Le regioni, le provincie, i comuni
(articoli da 119 a 133)
Titolo VI - Garanzie costituzionali
(articoli da 134 a 139)
Disposizioni transitorie e finali
(I-XVIII)
LA COSTITUZIONE ITALIANA
BREVE STORIA
Da un punto di vista istituzionale lo Stato Italiano nasce nel 1861 con
l'attribuzione a Vittorio Emanuele II di Savoia, re di Sardegna, il titolo di re
d'Italia. E' bene sottolineare che il regno di Sardegna, in quel tempo,
comprendeva i territori del Regno di Sardegna, il principato di Piemonte, il
ducato di Savoia, il ducato di Genova e la Contea di Nizza. Dunque nel 1861 lo
Stato Italiano, adotta lo Statuto Albertino, ovvero lo statuto che era stato
concesso da Carlo Alberto di
Savoia nel 1848. Tale statuto resisterà per tutto il periodo fascista e per
ulteriori quattro anni. Infatti il 25 luglio 1943, Benito Mussolini perde il
potere e il re Vittorio Emanuele III, nomina il maresciallo Pietro Badoglio a
presiedere un "regime transitorio" che durerà fino al 2
giugno
1946, data nella
quale si svolsero contemporaneamente il referendum su Monarchia o Repubblica e
l'elezione dell'Assemblea Costituente. Il Comitato di Liberazione Nazionale
(CLN) (creato il 9 settembre 1943 viene formato il Comitato di Liberazione
Nazionale, formato da un'associazione di partiti e movimenti oppositori al
fascismo e composta da rappresentanti del PCI, della DC, del PdA, del PLI, del
PSIUP e dei democratici-progressisti (PDL). Dal referendum del 2 giugno 1946,
come tutti sappiamo, gli italiani (per la prima volta voteranno anche le donne)
sceglieranno, non senza accese contestazioni, la Repubblica. Circa l'elezione
dell'assemblea costituente, risultarono eletti 552 costituenti e dunque il 25
giugno 1946 venne insediata l'Assemblea Costituente con presidente Giuseppe
Saragat. L'assemblea costituente elesse come primo atto il capo provvisorio
dello Stato Enrico de Nicola del PLI che raccolse 396 voti. Questi i voti degli
altri membri votati: Cipriano Facchinetti del PRI con 40 voti, Ottavia Penna
dell'UQ con 32 voti, Vittorio Emanuele Orlando della sinistra storica con 12
voti, Carlo Sforza del PRI con 2 voti , Alfredo Proja della DC con 1 voto e
Alcide De Gasperi della DC con 1 voto. L'Assemblea nominò poi 75 membri della
commissione per redigere il testo della Costituzione, con presidente Umberto
Terracini (PCI). La commissione terminò il lavoro assegnatole il 12 gennaio 1947
ed il 4 marzo cominciò il dibattito in aula del testo. Il testo definitivo
della Costituzione della Repubblica Italiana venne approvato il 22 dicembre 1947
ed entrò in vigore il 1° gennaio 1948.